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Design for All - strategie per ambienti Inclusivi e salutari

Design for All: strategie per ambienti inclusivi e salutari

Il contributo esplora l’applicazione della strategia Design for All (DfA) per creare ambienti inclusivi e salutari, con particolare attenzione agli spazi sanitari. Basandosi su evidenze scientifiche e sul coinvolgimento degli utenti finali, il DfA promuove un approccio progettuale olistico che considera i bisogni di una vasta gamma di utenti, superando il tradizionale modello medico e concentrandosi su diversità, inclusione e benessere. Il documento evidenzia come ambienti progettati in modo inclusivo possano migliorare l’orientamento, la sicurezza, il comfort e la privacy.

 

Attraverso due casi studio, il St. Olavs Hospital in Norvegia e il Grenville Ward Garden nel Regno Unito, il documento dimostra come il DfA possa essere integrato nel processo di progettazione per massimizzare i benefici per pazienti, visitatori e personale. Gli interventi analizzati includono soluzioni come ingressi accessibili, giardini terapeutici e percorsi riabilitativi, che rispondono alle esigenze fisiche, sensoriali e sociali degli utenti, migliorando la qualità della vita e l’efficacia dei processi di guarigione.

 

Le conclusioni sottolineano l’importanza di coinvolgere utenti e stakeholder nelle prime fasi del progetto per ottenere ambienti che promuovano benessere e inclusione. Il Design for All si conferma uno strumento fondamentale per trasformare gli spazi sanitari in luoghi accoglienti, funzionali e orientati alla persona, garantendo soluzioni che rispettino diversità culturali e sociali.


Autori:
Erica Isa Mosca


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Ergonomia digitale e fisica - una nuova generazione di veicoli per anziani

Ergonomia digitale e fisica: una nuova generazione di veicoli per anziani

Il contributo esplora come l’ergonomia digitale e fisica possa trasformare i veicoli autonomi in soluzioni innovative per la mobilità degli anziani. Partendo da un’analisi dei bisogni specifici degli utenti più anziani, il lavoro propone soluzioni progettuali che considerano limitazioni sensoriali, fisiche e cognitive, migliorando l’accessibilità, la sicurezza e il comfort. In particolare, l’interazione uomo-macchina è ripensata attraverso interfacce inclusive e funzioni intuitive, rendendo la tecnologia autonoma più accettabile per un’utenza tradizionalmente diffidente.

 

Il documento illustra due casi studio significativi: il progetto britannico Flourish, che utilizza veicoli autonomi a due posti per migliorare l’accessibilità urbana, e il progetto australiano Elliot, che indaga le percezioni e l’accettabilità dei veicoli autonomi tra gli anziani. Entrambi i progetti enfatizzano la progettazione centrata sull’utente, con sistemi che apprendono dalle preferenze e abitudini degli utenti, fornendo esperienze personalizzate e aumentando l’autonomia degli anziani.

 

Le conclusioni evidenziano che i veicoli autonomi rappresentano una grande opportunità per rivoluzionare il concetto di mobilità inclusiva. Soluzioni fisiche come rampe d’accesso migliorate e veicoli più spaziosi si affiancano a tecnologie digitali, come interfacce semplificate e sistemi di assistenza vocale, per garantire un’esperienza di viaggio confortevole e sicura per gli anziani.


Autori:
Silvia Imbesi, Gian Andrea Giacobone, Filippo Petrocchi


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