Dall’impegno iniziale alla pubblicazione: esce il volume “Apprendere accessibilità e inclusione”
Quando, lo scorso anno, abbiamo comunicato il patrocinio di Design for All Italia all’iniziativa promossa dalla Community INU “Città accessibili a tuttə”, avevamo sottolineato il valore di un percorso costruito attorno a formazione, ricerca e confronto multidisciplinare.
Oggi quel percorso trova un esito concreto e particolarmente rilevante nella pubblicazione del volume Apprendere accessibilità e inclusione. Formazione, ricerca e iniziative innovative, che rappresenta il naturale sviluppo di quell’impegno iniziale, già raccontato nella news pubblicata sul nostro sito: https://www.dfaitalia.it/2025/05/design-for-all-italia-al-fianco-delliniziativa-inu-su-accessibilita-e-inclusione/
La pubblicazione, edita da INU Edizioni in formato open access e dotata di ISBN 978-88-7603-277-6, non costituisce una semplice restituzione editoriale degli eventi svolti, ma una raccolta ampia e strutturata che riunisce 29 casi di studio e di ricerca provenienti da università, associazioni e amministrazioni pubbliche. Il volume affronta l’accessibilità universale e l’inclusione sociale come temi interconnessi, multiscalari e intrinsecamente progettuali, con attenzione alla vita quotidiana, all’autonomia, al bene-essere e alla libertà delle persone nei territori, nelle città e nei luoghi dell’abitare. In questa prospettiva, la pubblicazione conferma la portata culturale dell’iniziativa che Design for All Italia aveva scelto di sostenere fin dall’inizio.
Per la nostra associazione, questo esito assume un significato ulteriore anche per la presenza diretta di più voci interne al volume. Erica Isa Mosca, già coinvolta nel percorso iniziale anche come parte del Comitato Scientifico, compare tra gli autori di uno dei saggi della sezione dedicata all’integrazione dei processi per l’inclusione.
Particolarmente rilevante è inoltre la postfazione di Giuseppe Mincolelli, vicepresidente di Design for All Italia, intitolata “Design for All, tra territorio e responsabilità”. Il testo afferma con chiarezza che il Design for All è una delle matrici teoriche che fondano culturalmente la pubblicazione e lo definisce come una postura etica e politica, non riducibile a tecnica aggiuntiva o a semplice apparato correttivo. In questa lettura, l’accessibilità non è un attributo da inserire a posteriori, ma un requisito intrinseco della qualità progettuale, da assumere attraverso approccio olistico, processo partecipativo e tensione verso un valore che va oltre la sola conformità normativa.
Di pari interesse è il contributo di Michele Marchi ed Erica Isa Mosca, “Progettazione inclusiva e formazione universitaria: modelli replicabili per i luoghi della cultura e gli spazi pubblici”, che affronta un nodo oggi decisivo: la necessità di integrare stabilmente la cultura dell’inclusione nella formazione universitaria. Il saggio propone una strategia metodologica fondata su interdisciplinarità, partecipazione attiva e didattica esperienziale, sperimentata tra Università di Ferrara e Politecnico di Milano, e articolata in una sequenza operativa in quattro fasi: informazione e sensibilizzazione, esperienza e immedesimazione, analisi e valutazione, sintesi progettuale. È un contributo importante perché mostra come l’accessibilità possa essere insegnata non come specialismo marginale, ma come competenza progettuale trasversale e replicabile.
Nel suo insieme, il volume conferma che il valore di questa iniziativa non risiede soltanto nella qualità dei singoli contributi, ma nella capacità di costruire una rete di saperi, pratiche e responsabilità condivise. Per Design for All Italia, questo passaggio dal patrocinio alla presenza attiva dentro la pubblicazione rappresenta un segnale importante di continuità, coerenza e impegno culturale.
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Sommario:
Con la finalità di sviluppare un ambito di confronto sui temi dell’accessibilità universale e dell’inclusione sociale, la Community Inu “Città accessibili a tuttə” propone un’articolata e multidisciplinare raccolta frutto del lavoro di università, associazioni e amministrazioni pubbliche. I 29 casi di studio e di ricerca illustrati diffusamente, riguardano la “rete dei saperi” per quanto concerne divulgare, integrare i processi e politiche per l’inclusione nonché i territori, con attenzione alle dimensioni individuali e collettive, che incide sulla vita, sull’autonomia, sul bene-essere e la libertà delle persone affinché città e abitare migliorino e/o traguardino l’essere accessibili a ciascuno e chiunque. Impreziosiscono la profondità della raccolta gli inquadramenti di importanti esperti e studiosi.