
Il Museo di Storia Naturale di Ferrara si configura come un contesto strategico di grande valore culturale e didattico, in cui la dimensione espositiva si intreccia profondamente con la missione educativa e di divulgazione scientifica. In questo quadro, l’avvio del progetto di revisione degli spazi, dei percorsi museali e della comunicazione orientativa, rappresenta un’opportunità unica per ridefinire l’esperienza di visita in chiave inclusiva, accessibile e multisensoriale, rispondendo in modo proattivo alle esigenze di un pubblico sempre più eterogeneo.
L’obiettivo primario dell’intervento è stato quello di analizzare criticamente l’esistente, valutare la proposta di realizzazione del futuro progetto di riqualificazione, e sviluppare strategie meta-progettuali in grado di tradurre l’idea di “museo accogliente” in un insieme di possibili azioni e scelte progettuali. Tale approccio ha permesso di superare la visione meramente normativa dell’accessibilità, abbracciando un paradigma evoluto, fondato sull’esperienza reale degli attori e sulla capacità degli spazi di adattarsi alle diverse modalità di fruizione.
Design for All Italia ha coordinando le attività di ascolto e co-design, supportando la definizione delle priorità progettuali e guidando lo sviluppo di soluzioni meta-progettuali in grado di bilanciare esigenze scientifiche, tecniche e sociali. Parallelamente, è stato avviato un articolato percorso formativo rivolto al personale museale e agli operatori, volto a consolidare competenze e sensibilità in merito ai temi dell’accessibilità, avviando il processo di trasformazione del museo in un laboratorio attento all’inclusione..


Il progetto per il Museo di Storia Naturale ha preso avvio da una fase preliminare di analisi, condotta mediante osservazioni in situ, studio del futuro progetto in via di realizzazione e valutazioni delle barriere, anche percettive e cognitive. Questo ha permesso di delineare un quadro esaustivo delle criticità, ma anche delle potenzialità latenti, aprendo la strada a un ripensamento globale dell’esperienza di visita.
L’ascolto attivo e l’empatia hanno costituito il momento metodologico di questa fase. Attraverso incontri partecipativi, sessioni di confronto e attività di shadowing, è stato possibile raccogliere informazioni dirette da una molteplicità di utenti e attori: persone con disabilità motorie e sensoriali, famiglie con bambini, anziani, visitatori con diverse competenze cognitive e culturali. Il coinvolgimento di questa diversità ha garantito l’emersione di necessità esplicite, ma anche di esigenze latenti, spesso non espresse, che solo un approccio esperienziale e immersivo è in grado di far emergere.
Le informazioni raccolte sono state successivamente analizzate e correlate, con l’obiettivo di stabilire una gerarchia di priorità progettuali. In questa fase, la capacità di interpretare e tradurre i dati in indicazioni operative si è rivelata importante per orientare le soluzioni meta-progettuali.

Il lavoro centrale è stato la traduzione delle necessità prioritarie emerse in un sistema di soluzioni meta-progettuali applicabili. Non si tratta di progetti esecutivi, ma di scenari e strategie spaziali, capaci di guidare le future scelte architettoniche e comunicative in un’ottica di inclusione e adattività.
Ogni proposta è stata concepita per risolvere specifiche criticità rilevate, come la complessità degli orientamenti interni, la leggibilità delle informazioni, la scarsità di spazi di sosta o di mediazione, e la necessità di un’esperienza sensoriale più ricca e personalizzabile.
Le immagini e i visual prodotti non rappresentano soluzioni finali, ma esempi illustrativi che mostrano la potenzialità trasformativa di ciascun intervento, evidenziandone i vantaggi per la fruizione di un’utenza ampia e diversificata.
Questa raccolta sia descrittiva delle performance che grafica si configura come un strumento operativo per orientare progressivamente l’allestimento, la segnaletica e l’organizzazione degli spazi, consentendo al museo di costruire un percorso di innovazione graduale ma solido, basato su dati reali e osservazioni dirette.

Le immagini qui presentate provengono dalla relazione finale e accompagnano le soluzioni meta-progettuali sviluppate. Ogni visual descrive il bisogno che la proposta intende risolvere e offre esempi da cui attingere caratteristiche specifiche e mirate, utili a orientare interventi futuri in modo strategico e inclusivo.
La formazione rivolta al personale museale, sia dirigente che operativo si è configurata come un vero e proprio percorso di trasferimento culturale, finalizzato a radicare l’approccio Design for All nella quotidianità gestionale e comunicativa del museo.
Attraverso sessioni teoriche, il pubblico è stato guidato a sviluppare nuove competenze legate all’accoglienza, alla mediazione culturale e alla gestione di un pubblico eterogeneo. Questo processo ha permesso di sensibilizzare le figure interne rispetto ai temi dell’accessibilità e dell’inclusione, promuovendo una visione evoluta del ruolo museale come facilitatore di esperienze, non solo come contenitore espositivo.
L’interiorizzazione di questi valori costituisce un patrimonio intangibile che alimenterà in modo continuativo lo sviluppo di pratiche inclusive e innovative.
