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Secondo premio per una proposta che interpreta accessibilità, sport e benessere in chiave sistemica

Siamo lieti di segnalare un esito progettuale che riteniamo particolarmente coerente con i temi che Design for All Italia promuove da anni: accessibilità diffusa, continuità dei percorsi, mobilità leggera, qualità ambientale e fruizione estesa degli spazi pubblici.

Il progetto premiato affronta infatti il tema della riqualificazione di un’area turistico-sportiva assumendo l’accessibilità non come adeguamento marginale o come verifica finale, ma come struttura generativa dell’intera proposta.

L’autore della proposta è Luca Ciaffoni, nostro associato, che ha ottenuto il secondo premio in un concorso di idee con un lavoro capace di sviluppare una visione integrata del rapporto tra sport, benessere, socialità e uso inclusivo del territorio.

Ciò che rende questo riconoscimento particolarmente significativo, per Design for All Italia, non è soltanto il risultato conseguito, ma l’impostazione culturale e metodologica del progetto. La relazione illustrativa individua infatti come assi portanti dell’intervento tre azioni decisive — riqualificare, collegare e armonizzare — e riconosce come criticità prioritaria il sistema delle connessioni tra i diversi ambiti dell’area, oggi non sufficientemente strutturati e gerarchizzati. In questo quadro, il tema dell’accessibilità viene affrontato in termini esplicitamente strutturali e olistici, superando la logica delle soluzioni puntuali e orientando l’intero assetto del parco verso una fruizione più equa, chiara e continua.

Uno dei passaggi più interessanti della proposta riguarda proprio la critica a un approccio riduttivo all’accessibilità. La relazione afferma con chiarezza che un semplice camminamento protetto non sarebbe sufficiente a rispondere ai bisogni delle persone con svantaggi motori o psico-percettivi temporanei o permanenti, e che il problema dei collegamenti deve essere affrontato in modo organico, cioè intervenendo sulla struttura stessa del sistema. Questa impostazione è particolarmente affine all’approccio Design for All, perché riconosce che la qualità dell’esperienza non dipende da un singolo dispositivo, ma dalla coerenza complessiva di relazioni, quote, percorsi, servizi e condizioni d’uso.

Tra gli elementi più significativi del progetto emerge la definizione di un nodo intermodale di scambio concepito come vera porta di accesso al Parco dello Sport e del Benessere. Questo organismo concentra parcheggi, servizi, info-point e dispositivi di collegamento verticale, con l’obiettivo di rendere più agevole il passaggio tra le diverse quote del comparto. La presenza di connettivi meccanizzati, esplicitamente pensati anche per anziani, persone con disabilità motoria e donne in gravidanza, mostra come la proposta intenda garantire un accesso più equo non solo agli edifici principali, ma all’intero sistema di attrezzature e servizi.

Di grande interesse è anche la scelta di introdurre uno skatepark inclusivo, descritto come spazio di aggregazione e socialità aperto anche a pratiche in carrozzina. La proposta attribuisce a questo ambito un valore non solo sportivo, ma anche culturale e relazionale, riconoscendone il potenziale come luogo di incontro, identità e integrazione. È un passaggio importante, perché sposta il progetto dell’accessibilità da una dimensione puramente tecnica a una dimensione pubblica, sociale e contemporanea, capace di includere anche utenze che raramente trovano pieno riconoscimento negli impianti sportivi tradizionali.

La relazione sviluppa inoltre con particolare attenzione il tema della via ciclopedonale, immaginata come occasione di rammendo territoriale, maggiore sicurezza e nuova infrastruttura del benessere. La separazione tra flussi carrabili e flussi pedonali e ciclabili, l’inserimento di sedute distanziate per utenti con maggiore affaticamento, l’ombreggiamento del percorso, l’illuminazione e l’impiego di materiali naturali drenanti adatti anche al passaggio di carrozzine e biciclette delineano una lettura avanzata della mobilità lenta come spazio accessibile e continuo.

Un ulteriore aspetto di rilievo riguarda la connessione tra accessibilità e sostenibilità. Il progetto prevede infatti tecnologie costruttive a basso impatto, uso di materiali ecosostenibili, sistemi per il riuso delle risorse e attenzione ai criteri ambientali minimi, estendendo la riflessione anche ai nuovi servizi e alle infrastrutture previste. Questo legame tra inclusione, comfort, uso sociale e responsabilità ecologica contribuisce a rafforzare la qualità complessiva della proposta, evidenziando una visione del benessere non settoriale ma sistemica.

Per Design for All Italia, questo secondo premio rappresenta dunque un segnale incoraggiante. Mostra come anche all’interno dei concorsi di idee stia maturando una sensibilità progettuale capace di considerare l’accessibilità non come vincolo o tema specialistico, ma come opportunità per costruire luoghi più leggibili, più equi, più accoglienti e più significativi per una pluralità di persone. Ed è proprio in questa capacità di tenere insieme uso, paesaggio, sport, socialità e continuità dei percorsi che il progetto di Luca Ciaffoni trova, a nostro avviso, il suo motivo di maggiore interesse.