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Associazione Design for All Italia | Sentire lo sguardo – Padova
Design for All Italia promuove una progettazione per l’individuo reale, inclusiva ed olistica, che valorizza le specificità di ognuno, coinvolgendo la diversità umana nel processo progettuale.
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Sentire lo sguardo – Padova

Sabato 29 novembre, nell’Aula Magna dell’Università di Padova, si svolto il Convegno Sentire lo sguardo, Disturbi sensoriali e gestione della disabilità: risorse e aspettative.

Dopo i saluti e i ringraziamenti al Centro Studi Alvise Cornaro per l’organizzazione del convegno del Prorettore prof. Francesco Gnesotto, è toccato alla Presidente del Centro Studi, Clelia Tabacchi Sabella, introdurre i lavori. “Sono vent’anni – ha detto la Presidente – che il Centro Studi, con lungimiranza, è impegnato sul tema dell’invecchiamento attivo che negli ultimi anni è diventato una risorsa. L’interesse degli studi sull’invecchiamento si collocano su due percorsi tra loro interconnessi. Uno è quello dell’invecchiamento patologico che si caratterizza dalla presenza della malattia e con la perdita dell’autonomia. Il secondo percorso è quello dell’invecchiamento attivo che si caratterizza invece con la presenza di progettualità e vitalità. Oggi noi vogliamo concentrarci su questo secondo aspetto, per discutere però del disagio che comunque accompagna, con il passare degli anni, anche la persona che invecchia con successo.

L’aumento della fragilità fa comunque parte della fisiologia e quindi c’è un disagio che non è conseguenza di una specifica patologia ma accompagna l’invecchiamento naturale e porta a un decadimento che, se non affrontato nel giusto modo, può comportare disagi importanti. Oggi ci focalizziamo su due sensi fondamentali; quello della vista e dell’udito cercando di capire come possiamo contrastare il loro decadimento e come convivere con l’affievolirsi delle loro funzioni.

“Occupandoci oggi di due sensi, la vista e l’udito, – a detto Stefania MaggiDirigente di ricerca dell’Istituto di Neuroscienze del CNR – Centro Studi Alvise Cornaro, che ha coordinato il convegno – e di come la disabilità fisica e cognitiva può derivare dalle loro disfunzioni

Il convegno era organizzato con due letture di professori Alessandro Martini e Edorado Midena e con una tavola rotonda, coordinata da Stefania Maggi, con la partecipazione di Gaetano CrepaldiAngelo FerroStefano Masiero e Chiara Cerea.

Il nostro Presidente ha spiegato la missione dell’associazione con il recente cambio di nome:

“Vent’anni fa ci chiamavamo Istituto Italiano per il Design della Disabilità, il cambio di nome sta a sottolineare una modifica sostanziale di prospettiva culturale. Oggi vogliamo pensare il design e l’architettura “per tutti” con l’obiettivo di legare sinergicamente la richiesta clinica con la realizzazione architettonica-artistica con strutture, prodotti e ambienti che non penalizzino l’aspetto estetico.”

La nostra associazione promuove da anni una progettazione, attenta all’estetica, ma che privilegi il benessere psicofisico e che sia capace di offrire intimità, calore, riservatezza, serenità e stimolo per rallentare il decadimento psico-fisico.

“Come per le altre specializzazioni – ha concluso – anche la progettazione architettonica deve agire in team che comprendano altre competenze. Infatti c’è un’enorme responsabilità nella progettazione architettonica degli interni. Per un buon progetto si deve conoscere la natura umana, la percezione degli spazi, il bisogno di luce, dei colori, della segnaletica. Dobbiamo evitare delle difficoltà, degli autentici stress che interventi sbagliati possono causare su chi usufruisce degli ambienti e che magari si trova in uno stato di fragilità.”